Drama My Love #72: The Art of Sarah (레이디 두아)

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The Art of Sarah

The Art of Sarah: ottimo sulla carta, molto meno nell’esecuzione.

The Art of Sarah

The Art of Sarah

Trama

La storia di Sarah Kim, che voleva incarnare il lusso, anche a costo di apparire falsa, e di Park Mu Gyeong, che segue i suoi desideri.
Sarah Kim è un personaggio misterioso il cui nome è ovunque, eppure non si trova da nessuna parte. Come responsabile della filiale asiatica di un marchio di lusso, diventa improvvisamente vittima di un caso di omicidio non identificato.
Park Mu Gyeong è un detective acuto e tenace dell’unità crimini violenti. Man mano che Mu Gyeong indaga sul caso, la misteriosa identità di Sarah Kim – che coinvolge nomi, età, lavori e background diversi – viene gradualmente svelata.
Chi è la vera Sarah Kim e quali segreti nasconde?

From: South Korea
Year: 2026
Episodes: 8 (da circa 50 minuti)
Genres: Thriller, Mystery, Psychological, Ccrime
Cast: Shin Hye Sun (Sarah Kim), Lee Joon Hyuk (Park Mu Gyeong)



La storia

Nelle fogne di Seoul viene ritrovato il cadavere, orrendamente sfigurato, di una donna. Unico segno particolare: un tatuaggio sulla caviglia.
Questo tatuaggio e una borsa di lusso sono gli unici elementi a disposizione del detective Park Mu Gyeong per capire chi sia la vittima e soprattutto chi sia l’assassino.
Ben presto l’identità della donna viene a galla. Si tratta di Sarah Kim, direttrice del brand di lusso Boudoir.
Ma è davvero lei?
In un gioco di specchi, il detective Park Mu Gyeong si ritroverà ad indagare su una persona che non esiste.
Ma, soprattutto, cosa accadrà quando la persona in questione si presenta viva e vegeta alla stazione di polizia?

Il Drama

Ho iniziato questo drama spinta dall’impianto della storia. Una truffa e un omicidio attirano sempre la mia attenzione!
The art of Sarah ci viene presentato come un thriller psicologico, che tenta di esplorare la società coreana dal punto di vista del lusso e dello stato sociale.
Proprio come avviene in Celebrity, anche in questo drama lo spettatore si pone la domanda su fin dove ci si può spingere pur di ottenere quello status sociale a cui si ambisce e si crede di meritare.
Se in Celebrity il mezzo era lo status d’influencer e star dei social, The art of Sarah utilizza il lusso come dimostrazione della propria appartenenza e del proprio classismo.
E lo fa utilizzando la menzogna come veicolo privilegiato. Tutto è menzogna: dall’identità all’apparenza, dai beni posseduti alle proprie virtù.
Come in una commedia pirandelliana, anche questo drama si pone al centro la tematica delle maschere.
Ognuno di noi “indossa” una maschera in base al contesto e alle persone in cui e con cui interagisce. Siamo tutti uno, nessuno e centomila nella nostra vita.
Ma cosa accade quando quella maschera che ci siamo costruiti crolla miseramente? Quando capiamo che non possiamo più fingere?

I personaggi

Sarah Kim è una donna che non esiste e di cui non ci è dato sapere nulla fino alla fine. Persino il suo nome resta un mistero.
Perché non sono il suo nome o il suo background ad essere importanti per noi, ma il perché lei esiste. Tutta la sua vita è una bugia, ma non la sua motivazione.
Crea dal nulla un brand di lusso molto esclusivo che non esiste, ma lo fa talmente bene che risulta molto credibile e per questo molto ricercato.
È una donna molto scaltra, dall’intelligenza machiavellica, che studia ogni sua mossa calibrando al dettaglio ogni possibile risvolto.
Il ritrovamento del suo cadavere è però la goccia che increspa la superficie del suo mare di bugie e che diventa la sua vera sfida.
Di fronte si trova il detective Park Mu Gyeong, un poliziotto metodico e ostinato disposto a tutto pur di mettere la parola fine sul caso di Sarah Kim e uscire dalla tela di menzogne che lei ha intessuto.
Inizia tra i due una sorta di partita a scacchi, dove nessuno dei due è intenzionato a perdere, alla ricerca di alleati più o meno volontari che possano aiutarli a dichiarare scacco matto e dichiararsi vincitore.

Punti di forza e punti deboli

Oltre all’impianto della storia e alla tematica trattata, sicuramente tra i punti di forza di questo drama c’è assolutamente la scelta del cast.
Shin Hye Sun si dimostra ancora una volta un’attrice poliedrica, in grado di regalare profondità e diverse sfaccettature ai personaggi che interpreta. Credo che, dopo Dear Hyeri, per lei sia un gioco da ragazzi calarsi nei panni di personaggi diversi all’interno dello stesso progetto, consegnando allo spettatore qualcuno con cui empatizzare, nonostante tutto.
Lee Joon Hyuk (Love Scout) fa il suo lavoro egregiamente, offrendoci un protagonista in apparenza freddo e distaccato, ma che in fondo si sente toccato e al contempo affascinato dall’intelligenza e dalla mente analitica di Sarah Kim.
Ciò che però non mi ha fatto saltare dalla sedia e la costruzione del drama.
Partendo dal presupposto che personalmente ritengo che, in questo caso, otto episodi siano pochi, credo che sia stata errata la velocità degli episodi.
Mi spiego meglio.
Il drama parte a bomba: ritrovamento del cadavere, scoperta dell’identità, i primi sospettati.
Il racconto si prende poi i suoi tempi per mostrare Sarah Kim e le sue maschere, senza farlo davvero e mantenendo una narrazione asettica, distaccata e senza introspezione.
Tutte le domande che suscita la protagonista restano senza risposta, creandone di nuove ed entrando in un loop infinito.
E questo mette ancora più in luce ciò che manca davvero: l’aspetto psicologico.
Perché Sarah si comporta così? Semplice voglia di rivalsa o c’è altro dietro? Quali sentimenti la spingono a diventare un genio della truffa? Cosa si nasconde davvero dietro la storia di Sarah Kim?
Ed è un peccato perché lo spettatore – in questo caso io! – non riesce a calarsi a pieno nella storia, a entrare in comunicazione con la riflessione che il drama vorrebbe suscitare.
Sul finale non mi soffermo nemmeno perché il problema dei coreani con i finali sta iniziando a diventare quasi imbarazzante.

In conclusione

The art of Sarah è ancora una volta un drama dal potenziale davvero enorme che è andato completamente sprecato. È un buon thriller che consiglio agli amanti del genere e a coloro che vogliono porsi domande a cui non avrà risposta.
Alla prossima!

Ciao!
안녕하세요!


If you like this, you can watch this…

Celebrity

Stessa tematica di appartenenza ad uno status sociale e ciò che si fa per ottenerlo o mantenerlo.

My Name

Diretti dallo stesso regista, per chi apprezza lo stile.

Stranger

Shin Hye Sun e Lee Joon Hyuk al primo lavoro insieme.


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Inoltre vieni a scoprire gli altri drama di cui parlo qui sul blog. Trovi il link QUI!

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